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Io capitano: un film sulla migrazione da top 5

15/3/2024

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Il film sulla migrazione di Matteo Garrone candidato all’Oscar.







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​Io capitano è un film di Matteo Garrone che ha concorso all’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per vincere il Leone d’Oro. Apparsa per la prima volta nelle sale cinematografiche il 7 settembre 2023, tale proiezione è stata scelta per la cinquina finale della notte degli Oscar, in programma il 10 marzo. Le nomination, annunciate a fine gennaio, hanno voluto premiare la realizzazione italiana garantendole un posto in top 5 insieme a Perfect Days di Wim Wenders (Giappone), La Società della Neve di J.A. Bayona (Spagna), The Teacher’s Lounge di İlker Çatak (Germania) e The Zone of Interest di Jonathan Glazer (Regno Unito).
Facciamo un breve riepilogo della trama, nel tentativo di far emergere le tematiche cardine del film: Seydou e Moussa sono due ragazzi minorenni africani, di origini senegalesi. Contro il parere di tutti decidono di partire verso l’Europa, nella speranza di trovare un lavoro e di aiutare le loro famiglie. La mamma di Seydou è terrorizzata dall’idea che il figlio possa morire durante il viaggio e gli vieta categoricamente di partire; tuttavia, suo cugino Moussa lo convince e di nascosto una mattina iniziano questo viaggio da Dakar verso l’Italia. Le avversità che devono affrontare durante il viaggio sono molteplici e spesso disumane. Attraverso la corruzione riescono a scampare a numerosi pericoli che tuttavia non evitano loro la prigione in Libia. In quel preciso istante le strade dei due ragazzi si separano e devono rimboccarsi le maniche da soli e solo in seguito, tra mille difficoltà, riescono nuovamente a congiungersi a Tripoli. Verso l’ultima parte del film Seydou è chiamato a guidare la nave che li porterà in Europa e, durante il tragitto, incontra tantissimi problemi dati dall’inesperienza e dalla disumanità dilagante all’interno dell’imbarcazione. Attraverso giorni difficili, in cui molte persone rischiano anche di morire, Seydou non demorde e alla fine riesce a sbarcare sulle coste della Sicilia, fiero di aver portato con sé tutte quelle persone con cui era partito.
Il film offre un grande spunto di riflessione nei confronti di una tematica che è più attuale che mai e che troppo spesso viene sottovalutata in quanto percepita come lontana: la migrazione. All’interno della proiezione possiamo vedere tutto il viaggio dei due protagonisti, da Dakar fino all’Italia, e le reali condizioni in cui ogni migrante è costretto a trovarsi quando prende una decisione di tale importanza. Attraverso la corruzione molti riescono a scampare alle prigioni, nelle quali, tutt’oggi, i prigionieri vengono sottoposti alle peggiori torture fino alla morte. Le condizioni di disumanità che le persone sono costrette ad affrontare per cercare di dare una svolta al proprio quotidiano è un fenomeno ancora troppo diffuso al giorno odierno e nel film questa dinamica viene perfettamente raccontata.
Ultima, non per importanza, risulta essere la pericolosità di tali decisioni che vengono prese dai migranti. Infatti, spesso per effettuare questi viaggi della speranza, devono percorrere il deserto a piedi oppure salire su imbarcazioni molto instabili che rischiano di essere distrutte causando la morte di chi è a bordo. Durante la visione del film emerge che, nonostante l’accoglienza nel proprio Paese sia importante, fondamentale risulta essere anche tutto il percorso antecedente in modo che sempre meno persone perdano la vita in questi spostamenti spesso fuori da ogni umanità.
© Gente in Movimento - riproduzione riservata

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