Gente in Movimento
  • Home
  • Chi siamo
  • Notizie
  • Collaboratori
  • Rivista
    • Sfoglia GM
    • Scarica GM
    • Regala GM
  • Contatti
  • Sponsor & Partner

150 autostrada: inutili, pericolosi e inquinanti

24/11/2018

0 Comments

 
Foto
ASAPS: ecco i motivi del NO all’elevazione del limite a 150 km/h in autostrada.
Partiamo dalla premessa che di fatto l’articolo 142 del Codice della Strada già prevede la possibilità di elevare il limite a 150 km “Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, (13) gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e di dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio.”

Ma nessuna concessionaria lo ha elevato non ravvisando le condizioni di sicurezza indicate dal Codice. Ora verifichiamo i fatti concreti. 

Sicuramente l’elevazione del limite comporterà un maggior consumo (con i costi attuali dei carburanti...!) e un maggior inquinamento. Non si discute.

Di fatto con questa riedizione del vecchio progetto Lunardi (2001) non si guadagnerà assolutamente tempo perché è dimostrato che ad una elevazione del limite anche di soli 10 km (di più per 20 km) aumenterebbero parallelamente i sinistri, magari anche di lieve entità ma che causerebbero più frequenti code e rallentamenti, quindi si correrebbe di più per fermarsi più spesso, è indubitabile. 

I 20 km/h in più in un tratto come quello da Milano a Rimini farebbero guadagnare il prezioso risultato di 
arrivare al mare poco più di 15 minuti prima. Una differenza essenziale... Ma veniamo ai veri rischi.

La differenza da 130 a 150 km/h comporta un aumento percentuale della velocità di solo il 15%, ma l’energia accumulata aumenta del 33%!

Un esempio? L’energia da riassorbire a 130 km/h e pari a 130x130=16.900 punti. A 150 è pari a 150x150=22.500 punti, +33%. 

Lo spazio di frenata è pure diverso. A 130 con strada asciutta ci servono 93,14 metri a 150 ce ne servono 124,01. Con strada bagnata a 130 ci servono 130,40 metri. A 150 ce ne servono 173,71. Solo per chiarire.

Con questa modifica si verificherà la situazione assurda che chi corre fino a 200 km/h (di media!) se la caverà con appena 169 euro di sanzione e solo 3 punticini di prelievo (come per un sorpasso irregolare di lieve entità, come accendere gli abbaglianti quando non consentito, o viaggiare in sovraccarico).
Infatti, tenuto conto del 5% di tolleranza sul misurato, avremo 200 – 5% = 190 e saremo entro i 40 km oltre il limite.

Ecco in sintesi la nuova scheda dei limiti e delle rispettive sanzioni:
  • fino a 157 km/h nessuna sanzione;
  • fino a 167 km/h (di media!) 41 euro e 0 (zero punti);
  • fino a 200 km/h (di media!) 169 euro e appena 3 (tre) punti;
  • fino a 221 km/h (di media!) 532 euro e 6 (sei) punti;
  • oltre 221 km/h (di media!) 828 euro e 10 punti.

Per i velocisti di questa fascia sarà prevista anche una selezione per gareggiare in Formula Uno? Insomma, torna la licenza di correre senza troppi problemi per i tifosi della velocità.

Per quanti andranno alla media di 200 km/h i 3 punti persi saranno un’inezia rispetto a un corredo di 26 punti in dotazione al 90% dei patentati.

E il differenziale di velocità qualcuno lo ha considerato prima di avanzare la proposta? Cos’è? Facciamo un 
esempio. Nelle autostrade a tre corsie pur col tutor i camion non spariranno d’incanto giusto?

Bene, allora accadrà di vedere un camion che va in sorpasso ad 82 km/h rispetto ad un 
altro che va ad 80. Il che significa che per un paio di km le due corsie di destra e centrale saranno occupate e nella terza di sorpasso si butteranno tutti compresi quelli che viaggeranno
ad almeno 157 km/h senza sanzione e gli altri che non se ne preoccupano. 

Lì si vedranno gli schianti e i micidiali salti di corsia. Assisteremo a continui ed “abbrozzanti” lampeggi alle nostre spalle, perché ci sarà sempre un numero elevato di automobilisti che si fionderanno sulla terza di 
sorpasso a velocità assurde.

Le berline di oggi permettono maggiori velocità per i sistemi di sicurezza ultramoderni di cui sono dotate? 

In parte può essere vero, ma una cosa è se la superberlina la guida Vettel e una cosa è se la guida un sessantenne o un ultraottantenne che  ha due secondi di tempo di reazione. Cosa facciamo andremo anche ad una selezione dei conducenti?

Ma se le macchine sono oggi molto più sicure, come mai nessun paese al mondo ha pensato o pensa di elevare i limiti di velocità? 

Anzi in alcuni paesi (vedi Francia e Spagna) si stanno abbassando di 10 km i limiti delle statali. Qualcuno ci dirà subito che in Germania in molti tratti esistono solo limiti consigliati di 130 km/h. 

Premesso che per un tedesco un limite consigliato è un ordine e per un italiano un limite ordinato è un 
consiglio, pare che siano in corso riflessioni anche nel paese della Merkel. 

Abbiamo forse in Italia un parco veicoli migliore degli altri stati? No è mediamente un parco veicoli più datato con una media di 11 anni di vita. 

La strada per altro è fatta per tenere conto delle qualità medie dei conducenti (giovani inesperti, anziani) e non solo dei più performanti.

Ricordiamo in conclusione che il Tutor in larga parte è stato determinante per ottenere risultati molto positivi e addirittura clamorosi. Ma il Tutor è stato progettato per limitare le velocità, secondo i limiti massimi previsti, non per permettere poi di elevarli.

In conclusione l’elevazione del limite secondo ASAPS non porterà concretamente nessun vantaggio, ma comporterà solo svantaggi: più consumi, più inquinamento, più rischi di incidenti e inutili e spesso inesistenti guadagni di tempo.

A cura di Giordano Biserni.
© Gente in Movimento - riproduzione riservata

0 Comments

Your comment will be posted after it is approved.


Leave a Reply.

    RUBRICHE

    Tutti
    ATTUALITÀ
    BENESSERE E BELLEZZA
    CINEMA E LIBRI
    CONSUMATORE
    COSTUME E SOCIETÀ
    DESIGN
    ECONOMIA E LAVORO
    EUROPA
    EVENTI
    EVENTI E SPETTACOLI
    FOOD & WINE
    FOTOGRAFIA
    IMPRESA
    INNOVAZIONE
    MODA
    MOTORI
    MUSICA
    POLITICA
    PREVIDENZA
    PROFESSIONI
    RASSEGNA STAMPA
    SICUREZZA
    SPORT
    TEMPO LIBERO
    VIAGGI

    Archivio

    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Maggio 2024
    Marzo 2024
    Dicembre 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Maggio 2022
    Aprile 2022
    Marzo 2022
    Febbraio 2022
    Gennaio 2022
    Dicembre 2021
    Novembre 2021
    Ottobre 2021
    Settembre 2021
    Agosto 2021
    Luglio 2021
    Giugno 2021
    Maggio 2021
    Aprile 2021
    Marzo 2021
    Febbraio 2021
    Gennaio 2021
    Dicembre 2020
    Novembre 2020
    Ottobre 2020
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Febbraio 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Novembre 2019
    Ottobre 2019
    Settembre 2019
    Agosto 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Agosto 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Luglio 2017
    Maggio 2017
    Marzo 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Settembre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Settembre 2015
    Agosto 2015
    Luglio 2015
    Giugno 2015
    Maggio 2015
    Aprile 2015
    Marzo 2015
    Febbraio 2015
    Gennaio 2015
    Dicembre 2014

Copyright © 2019 GENTE IN MOVIMENTO. Tutti i diritti riservati
Testata giornalistica iscritta nel Registro della Stampa del Tribunale di Aosta - aut. n° 3/2014
Proprietario ed Editore: DGConsulting s.c. (P.IVA 05034680966), con iscrizione al ROC n° 24934.
​Direttore responsabile: Secondo Sandiano
Per qualsiasi comunicazione: [email protected] -  Collabora con noi
Iscriviti alla Newsletter