La spesa è diventata un momento di “riempi carrello” al termine della giornata lavorativa, un’esigenza di acquistare velocemente i prodotti nella lista della spesa con l’aggiunta di qualche golosità per appagarsi dello stress immagazzinato.
La grande distribuzione organizzata (abbreviata GDO), oltre all’orario continuato e prolungato, offre una rete di punti vendita (dettaglianti), la maggior parte dei quali con il parcheggio riservato ai clienti.
Le modalità e le esigenze sono cambiate: negli anni Ottanta e Novanta in Italia i tempi dedicati alla spesa erano più lunghi e il PRA (Principale Responsabile degli Acquisti) era la casalinga che gestiva casa e famiglia, cercando i migliori prodotti familiarizzando con i negozi di vicinato.
Attualmente il termine diventato Responsabile degli acquisti ha competenze economiche e amministrative ed è una figura inserita unicamente nelle aziende.
Il negozio di vicinato ove la fidelizzazione non era una tesserina, ma la vera conoscenza della clientela senza schede o software per gestirne preferenze ad abitudini, risulta oggi un concetto quasi anacronistico.
Casualmente un giorno ho scoperto nella mia zona una superette tradizionale, a conduzione familiare. Una coppia: Antonio il macellaio segue anche i banchi formaggi/salumi e panetteria, Liliana invece gestisce il reparto frutta-verdura, la cassa e prende gli ordini telefonici preparandone la consegna.
Le superette (detti minimarket) affiliati GDO, hanno una superficie tra 100mq e 600mq oltre alla “superette tradizionale” appena descritta. Nei centri delle grandi città esiste la "superette evoluta" (ispirata dall’anglosassone "convenience store”) ovvero un piccolo negozio che mantiene le stesse caratteristiche del supermercato ossia un libero acquisto, self-service, per una spesa veloce senza interventi del negoziante.
In Liguria permangono ancora molti negozi di vicinato e le eredi superette tradizionali, soprattutto in provincia di Savona, dove la popolazione molto anziana preferisce uscire quotidianamente per fermarsi a chiacchierare con gli altri clienti instaurando negli anni un rapporto di conoscenza.
Queste realtà sociali, anche se non-social, conoscono perfettamente le richieste particolari di ogni cliente “persona”: allergie, intolleranze e i succedanei adatti nel caso in cui non ci fosse il prodotto richiesto.
Questo rapporto amicale permette ad anziani o chi avesse problemi di deambulazione o premura dettata da impegni lavorativi o altro, di ordinare la spesa telefonicamente per:
- riceverla direttamente a casa;
- trovarla pronta già alla cassa;
- riceverla direttamente in auto davanti al negozio.
I negozietti in un contesto urbano avendo un ingresso/uscita ridotto, ed essendo responsabili sia dell’illuminazione davanti al punto vendita sia della pulizia del marciapiede, utile nell’entroterra per le nevicate, garantiscono una maggiore sicurezza.
Il rapporto negoziante-cliente, oltre a trasmettere conforto al diretto interessato, per la generazione anziana fornisce indirettamente una rassicurazione per i familiari, considerando le numerose frodi attuate verso questa fascia d’età.
In conclusione, considero che la salvaguardia di queste piccole realtà, siano esse nell’entroterra, in periferia o nel centro di una grande città, è quella di riuscire a mantenere una qualità e un valore sociale che contrasta la GDO, che rimane fondamentale per giovani e molte categorie di lavoratori.