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Non investire non è un’opzione

10/5/2024

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In che modo prendiamo decisioni? Cosa potrebbe indurci a decidere di investire in modo ottimale?










A cura di Fulvio Marchese
Daniel Kahneman (5 marzo 1934 – 27 marzo 2024), Premio Nobel per l’economia 2002, ci ha lasciato negli scorsi giorni. L’eredità del suo pensiero è immensa: in particolare mi ha interessato il suo pensiero sulla cosiddetta “Finanza Comportamentale”. Suggerisco di leggere questo libro adatto a Tutti: “Pensieri Lenti e Veloci”. Una delle frasi che mi ha più colpito e che trovo sia perfettamente consona con questo articolo è: “Nessuno ha mai preso una decisione per un numero. Abbiamo bisogno di una storia”.
Noi pensiamo velocemente e purtroppo non ci soffermiamo abbastanza a pianificare i nostri investimenti. La frase in inglese recita quella che alcuni commentatori americani affermano essere la sua eredità: “Pensieri veloci, saggezza lenta”.
Nell’ultimo libro scritto da Kahneman, dal titolo Rumore, egli descrive come il problema della mente umana sia la ricerca della causalità per qualsiasi cosa, anche non prevedibile. La colpa che veniva normalmente data dagli psicologi solo ai bias cognitivi umani viene invece anche attribuita, dal Premio Nobel e dai suoi co-autori, anche al “rumore di fondo” dell’informazione pervasiva.
La soluzione per Kahneman? Per trovare “la verità” occorre verificare e confrontare i dati e le statistiche: in due semplici parole “le evidenze”.
Personalmente, per la ricerca del miglior modo per investire, mi rifaccio alla scuola inglese TEBI (The Evidence Based Investing) che in un articolo del 2018 a firma di Robin Powell scrive come Kahneman sia contro l’investimento cosiddetto “attivo”.
Personalmente ritengo poi che l’obiettivo dell’investire non sia il rendimento, ma debba essere soprattutto quello di preservare risparmi e patrimonio dall'inflazione di lungo termine. Quindi, affinché quanto appena detto trovi una sua logica, occorre prima di tutto:
- Distinguere l’investimento dalla speculazione e il valore economico dalle differenze di prezzo.
- Distinguere il parcheggio della liquidità dall’investimento.
- Investire per tutta la vita per mantenere il potere di acquisto reale.
John C. Bogle, famosissimo investitore e magnate americano, diceva: “I più grandi nemici dell’investitore sono i costi e le proprie emozioni”.
Le performances di lungo termine sono create, per oltre il 90%, dall'Asset Allocation Strategica che serve per l'ottimizzazione statistica del budget di rischio finanziario da spendere in funzione delle passività (liabilities) o dei propri anni di vita residua. Occorre analizzare come questo budget sia stato speso in passato per singoli segmenti di rischio per verificare e correggere inefficienze (assesment di portafoglio).
Riprendo qua sotto quattro modelli di investimento "Life-Cycle" con Asset Allocation Strategiche "Target Date" sia globali che domestiche per valuta ($ o euro) che ho predisposto:


-𝐂𝐨𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐟𝐞𝐏𝐥𝐚𝐧🎯 𝑮𝒓𝒐𝒘𝒕𝒉-𝑪𝒚𝒄𝒍𝒆 𝑰𝒏𝒗𝒆𝒔𝒕
Nucleo di portafoglio ottimizzato per Investimento crescita
(raccomandato da 0 a 50 anni di età)


-𝐂𝐨𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐟𝐞𝐏𝐥𝐚𝐧🎯 𝑴𝒐𝒅𝒆𝒓𝒂𝒕𝒆-𝑪𝒚𝒄𝒍𝒆 𝑰𝒏𝒗𝒆𝒔𝒕
Nucleo di portafoglio ottimizzato per Investimento moderato
(raccomandato tra 50-65 anni di età)


-𝐂𝐨𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐟𝐞𝐏𝐥𝐚𝐧🎯 𝑪𝒐𝒏𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆-𝑪𝒚𝒄𝒍𝒆 𝑰𝒏𝒗𝒆𝒔𝒕
Nucleo di portafoglio ottimizzato per Investimento conservativo
(raccomandato tra 65-75 anni di età)


-𝐂𝐨𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐟𝐞𝐏𝐥𝐚𝐧🎯 𝑰𝒏𝒄𝒐𝒎𝒆-𝑪𝒚𝒄𝒍𝒆 𝑰𝒏𝒗𝒆𝒔𝒕
Nucleo di portafoglio ottimizzato per Investimento a reddito
(raccomandato oltre i 75 anni di età)

Questa è appunto una diversificazione e de-correlazione degli Assets Finanziari studiati e mirati per ogni ciclo di vita (da implementare preferibilmente con il proprio Consulente/Life-Coach Fiduciario).
Inquadrando il codice QR Code si potrà vedere completo di slide, a supporto di quanto scritto. Inoltre, si possono esaminare quattro dei miei modelli di investimento in ETF americani, cosiddetti “lazy portfolios”, trasformati in valuta euro, implementati sul sito americano lazyportfolioetf.com (con asset class diversificate e de-correlate in azioni, obbligazioni e materie prime) con dati di performances alla fine del primo trimestre 2024 con metriche dal primo luglio 1985 e nella slide successiva i risultati meglio visibili degli ultimi 3 e 5 anni.
Per concludere, l’investimento non è prevedere il futuro, ma è prepararsi per il futuro! Il focus deve essere sul risk management e la creazione di valore a lungo termine.
La “provocazione” finale con cui chiudo questo articolo è la seguente: “Il mercato crea le performances, l’investitore provoca gli errori”.

Per leggere l'articolo completo di slide Sfoglia il GM 2-2024.
© Gente in Movimento - riproduzione riservata

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