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La percezione del rischio

19/8/2024

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Comprendere i fattori di rischio è fondamentale per la nostra sicurezza sul posto di lavoro







A cura di Gabriele Azzi - Presidente Social Phychology for Drivinig

Ammettiamo che nella nostra vita sovente abbiamo sottovalutato un rischio. Non solo in adolescenza, età in cui per natura abbiamo l’istinto di “cacciarci nei guai”, bensì anche da adulti. Questo accade perché la percezione del rischio è un processo complesso e soggettivo; quindi, può variare da persona a persona ed essere influenzato da molteplici fattori. Comprendere questi fattori può aiutare a promuovere una cultura della sicurezza e migliorare la gestione dei rischi sul posto di lavoro.
Ogni individuo potrebbe considerare un certo rischio come più o meno grave rispetto alla sua reale entità, basandosi sul proprio pensiero personale, abitudini e conoscenze. Tuttavia, è importante notare che la percezione del rischio può variare tra individui. Alcuni fattori che influenzano la percezione del rischio includono l’età, il sesso, la cultura di appartenenza, l’esperienza collettiva dei lavoratori e l’esposizione continua o saltuaria al rischio.
Le esperienze personali di un individuo possono influenzare la sua percezione. Ad esempio, se qualcuno ha vissuto situazioni pericolose in passato, potrebbe essere più attento e consapevole dei pericoli presenti. Rischi nascosti o non evidenti necessitano di essere conosciuti da tutti in modo chiaro ed inequivocabile. Quando siamo ben informati su un determinato rischio, tendiamo a valutarlo in modo più accurato. Al contrario, la mancanza di informazioni può portare a una percezione distorta. Solitamente si tende a sottovalutare essendo questo un atteggiamento più economico in termini di spesa energetica cognitiva.
Le opinioni e le valutazioni degli altri possono influenzare la percezione del rischio di un individuo. Ad esempio, se i colleghi minimizzano i rischi o si comportano in modo negligente, ciò potrebbe influenzare la percezione del rischio di una persona. Ricordiamo che anche i soggetti adulti hanno la necessità di sentirsi integrati nel gruppo, per cui ogni atteggiamento che determina una esclusione dal gruppo, anche temporanea, potrebbe creare una necessità alla persona esclusa di dimostrarne l'appartenenza attraverso comportamenti volutamente rischiosi.
Anche l’esposizione continua o saltuaria al rischio e l’abitudine a svolgere compiti pericolosi possono influenzare la comprensione del potenziale pericolo. I lavoratori, per svolgere le loro mansioni, devono accettare l’esistenza di determinati rischi e mantenere sempre il livello di attenzione senza cadere nelle abitudini dei processi produttivi.
Esistono infatti atteggiamenti più comuni che allontanano dal comportamento rivolto alla sicurezza, come quando le persone hanno una eccessiva familiarità con un’attività o un ambiente. Ad esempio, un lavoratore che svolge la stessa mansione da anni, potrebbe non prestare attenzione ai potenziali pericoli. Il fatto che non sia mai accaduto alcun incidente o pericolo, non conferma l'annullamento del rischio che si possa generare. In conseguenza all'eccessiva familiarità si innesca un atteggiamento alquanto pericoloso chiamato ottimismo irrealistico.
Questo induce a credere che gli incidenti o gli infortuni non accadranno a loro per statistica, per un’eccessiva autostima, o per fattori di varia natura.
Anche la pressione dei colleghi o dei superiori può influenzare la stima del pericolo. Infatti, se un’organizzazione non dà importanza alla sicurezza o promuove comportamenti rischiosi a vantaggio della produttività, i dipendenti potrebbero adottare una visione meno cauta.
Inoltre, da considerare con molta attenzione sono lo stress e l’affaticamento che possono ridurre la capacità di valutare correttamente i rischi. Le persone stanche, o sotto pressione, potrebbero non essere in grado di concentrarsi adeguatamente sui pericoli oppure tendere a sottovalutarli per una necessità fisiologica di concludere prima possibile una pesante giornata lavorativa.
In sintesi, la percezione del rischio sul lavoro è un aspetto cruciale per garantire la sicurezza e la tutela della salute dei dipendenti.
Nel tentativo di promuovere la sicurezza si può presentare la consapevolezza dei rischi occupazionali attraverso corsi di formazione e informazioni specifiche. I lavoratori devono essere informati sui pericoli associati alle loro mansioni e ai loro ambienti di lavoro. Una comunicazione efficace fornisce informazioni chiare e tempestive sui rischi e sulle misure di prevenzione e, se fatta in maniera aperta e trasparente, contribuisce a una migliore percezione del rischio.
Per di più si possono coinvolgere i dipendenti nella valutazione dei rischi e nelle decisioni riguardanti la sicurezza. Quando i lavoratori partecipano attivamente, sviluppano infatti una maggiore consapevolezza dei pericoli. Organizzare momenti formativi, di scambio esperienziale, permette al gruppo di sentirsi coesi verso l'obiettivo della sicurezza.
Bisogna:
-aggiornare regolarmente i lavoratori sulle nuove norme di sicurezza e sulle procedure. La formazione costante aiuta a mantenere alta l'attenzione ai pericoli;
-raccogliere feedback dai dipendenti riguardo ai rischi e alle misure di sicurezza. Il monitoraggio costante aiuta a identificare eventuali lacune e a migliorare le pratiche esistenti;
-creare un ambiente in cui la sicurezza è prioritaria;
-incentivare comportamenti sicuri e premiare il rispetto delle procedure di sicurezza.
In sintesi, migliorare la percezione del rischio richiede un approccio interdisciplinare che coinvolga formazione, comunicazione e partecipazione attiva dei lavoratori.
Una buona informazione sulla sicurezza, momenti di addestramento e di aggiornamento sono un ottimo modo per alimentare una cultura della sicurezza.
La percezione del rischio è un aspetto cruciale per garantire la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute e del benessere dei dipendenti.
© Gente in Movimento - riproduzione riservata

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