Quante ne hanno viste quelle lettere! I nostri parenti, mentre scrivevano, non è che riponessero particolare cura: quindi quelle buste giungevano a noi macchiate di caffè, di sughi e spezie, ma tutto ciò le rendeva ancora più vive e sincere. Quei colori e quelle macchie diventavano come pennellate di un acquerello che riportava i colori e i profumi del Paese di origine.
Ho passato del tempo a chiedermi come trasformare tutto ciò in un capitolo del mio percorso artistico e alla fine ci sono riuscita. Ho creato una forma di Mail-Art che ho denominato “Busta Fotografica Postale” e ho intitolato questo progetto: “La Promessa”.
La promessa è quella che ho fatto a mia madre, oggi che vivo in Italia, di portare avanti il suo sogno di vita e anche il mio sogno.
Nel mio progetto la busta stessa diventa forma d’arte. La fotografia è la protagonista impattante e si fa vestito. L'immagine svela e si nasconde in un’armoniosa estetica.
Ovviamente la cosiddetta Mail-Art non è una tecnica che ho inventato io, nel mio caso ho semplicemente piegato la Mail-Art al messaggio che volevo veicolare e la fotografia si fa potente e diventa per me uno strumento essenziale.
Ecco l’autentica “Arte in Viaggio”: non ho lasciato nessun dettaglio al caso, persino la scelta e la posizione dell’affrancatura sono diventate parte del percorso creativo; così come, tra indirizzo e mittente, ho impreziosito la busta con messaggi e pensieri liberi. Ho scritto ciò che sentivo di dover esprimere. La Busta Fotografica Postale mi "trasporta" nella memoria, mi riporta alle emozioni provate nel ricevere posta.
In un certo senso siamo di fronte a un viaggio nell'immaginario, nel possibile sogno e nel mistero imperscrutabile che non si può totalmente decifrare, come lo sguardo di nonna e nipote.
Queste realizzazioni sono state esposte a Parigi presso la galleria “Mémoire de l’Avenir”.
Le buste fotografiche sono state spedite, come raccomandate con ricevuta di ritorno, direttamente alla galleria parigina, che le ha esposte all’interno di contenitori appositamente progettati come se fossero buche delle lettere. Altre opere sono state rispedite da Parigi verso l’Italia. Ma non è tutto: una app delle Poste Francesi consente di personalizzare i propri francobolli con un’immagine in proprio possesso, utilizzabili dalla Francia verso i confini nazionali o, a scelta, verso tutto il mondo ed ecco che il ritratto fotografico di mia madre è diventato un francobollo.
Ho quindi rispedito le preziose Buste Fotografiche Postali dalla Francia all'Italia, nello specifico verso Finale Ligure, metafora di un “viaggio di ritorno a casa”.
Ovviamente una di queste buste l’ho spedita a mio figlio. E ciò mi ha offerto lo spunto per una riflessione: nell’era moderna, in cui tutto passa attraverso l’istantaneità di una e-mail o di Whatsapp, per mio figlio, se escludiamo le normali comunicazioni cartacee di carattere burocratico, quella mia busta fotografica è stata la prima lettera da lui ricevuta in 25 anni di vita.