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Autovelox: la sentenza di cassazione e la possibilità di ricorso

19/8/2024

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​Una nuova speranza per gli automobilisti sanzionati da autovelox non omologati







A cura del Presidente Nazionale A.E.C.I Ivan Marinelli

Gli autovelox, dispositivi utilizzati per il controllo elettronico della velocità dei veicoli, sono spesso motivo di contestazione da parte degli automobilisti. Le multe elevate a seguito di rilevazioni con autovelox sono frequenti e molti conducenti scelgono di presentare ricorso contro tali sanzioni. Le sentenze della Corte di Cassazione giocano un ruolo cruciale nel determinare l'esito di questi ricorsi, stabilendo importanti precedenti giuridici.
Con la recente ordinanza n. 10505 del 2024, la Corte di Cassazione ha fatto chiarezza sulla validità delle multe elevate da autovelox non omologati. La Suprema Corte ha stabilito che, per essere legittimi, gli autovelox devono superare non solo la fase di approvazione, ma anche quella di omologazione.

Oltre alla sentenza sull'omologazione, la Cassazione ha recentemente emanato altri due importanti pronunce in materia di autovelox:
  • Ordinanza n. 3335 del 2024: la Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazioni sull'affidabilità dell'autovelox, il giudice deve verificare se sono state effettuate le regolari verifiche metrologiche. Queste verifiche non possono essere provate con semplici dichiarazioni, ma devono essere documentate con le apposite certificazioni.
  • Sentenza n. 10358 del 2024: la Cassazione ha stabilito che la cartellonistica che segnala la presenza dell'autovelox deve essere ben visibile e rispettare i criteri di dimensioni e leggibilità previsti dalla normativa.

Cosa significa in concreto?
  • Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox solo approvato e non omologato, hai buone possibilità di fare ricorso e vederla annullata.
  • L'omologazione è un processo più rigoroso dell'approvazione e garantisce l'affidabilità metrologica dello strumento, ovvero la sua precisa corrispondenza con gli standard di misurazione previsti dalla legge.
  • La Cassazione ha precisato che l'onere della prova spetta all'amministrazione comunale: spetta a loro dimostrare che l'autovelox utilizzato era regolarmente omologato.

I Motivi di un Ricorso
Gli automobilisti possono presentare ricorso contro una multa elevata tramite autovelox per diversi motivi, tra cui:
1.      Difetti di Omologazione e Taratura: la legge richiede che gli autovelox siano omologati e periodicamente tarati. La mancanza di tali requisiti può essere motivo di annullamento della multa.
2.      Segnalazione Inadeguata: gli autovelox devono essere segnalati in modo adeguato e visibile agli automobilisti. Se la segnaletica è assente o non conforme alle normative, il ricorso può essere accolto.
3.      Posizionamento Illegittimo: gli autovelox devono essere posizionati in conformità con le disposizioni di legge. Un posizionamento scorretto può invalidare la sanzione.
4.      Errore nella Rilevazione: difetti tecnici o errori nella rilevazione della velocità possono essere contestati.
5.      Notifica Irregolare: la multa deve essere notificata entro termini precisi. Ritardi o irregolarità nella notifica possono essere causa di ricorso.

Come fare ricorso?
Hai due strade:
  • Entro 60 giorni dalla notifica della multa puoi presentare ricorso al Prefetto. In questo caso, ti rivolgi direttamente all'ente che ha emesso la sanzione, con la speranza che accolga le tue contestazioni.
  • Entro 30 giorni dalla notifica puoi presentare ricorso al Giudice di Pace. In questo caso, avrai la possibilità di far valere le tue ragioni di fronte a un giudice.

Cosa fare se hai già pagato la multa?
  • Se hai già pagato la multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox non omologato, non tutto è perduto. Puoi comunque presentare ricorso e chiedere il rimborso di quanto pagato.
In generale, è sempre consigliabile farsi assistere da un esperto legale per valutare la fattibilità del ricorso e per avere maggiori chances di successo.

Oltre alla sentenza sull'omologazione, la Cassazione ha recentemente emanato altri due importanti pronunce in materia di autovelox:
  • Ordinanza n. 3335 del 2024: la Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazioni sull'affidabilità dell'autovelox, il giudice deve verificare se sono state effettuate le regolari verifiche metrologiche. Queste verifiche non possono essere provate con semplici dichiarazioni, ma devono essere documentate con le apposite certificazioni.
  • Sentenza n. 10358 del 2024: la Cassazione ha stabilito che la cartellonistica che segnala la presenza dell'autovelox deve essere ben visibile e rispettare i criteri di dimensioni e leggibilità previsti dalla normativa.

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